

Nunzio De Martino è un artista contemporaneo la cui ricerca si sviluppa sul confine mobile tra pittura e scultura.
Attraverso la cucitura e la scucitura di filamenti di poliestere su tela, l’artista trasforma la superficie pittorica in un corpo vivo, attraversato da tensioni, stratificazioni e movimenti. La cucitura costruisce, trattiene e definisce; la scucitura, al contrario, libera la materia, ne altera l’ordine e lascia emergere fili, tracce e residui. Le opere nascono così da un processo in continuo equilibrio tra controllo e abbandono, stabilità e trasformazione, quiete e inquietudine. Il colore non occupa semplicemente la superficie, ma diventa materia sensibile, capace di espandersi nello spazio e di coinvolgere lo sguardo in un’esperienza insieme visiva e tattile. Le tele possono distendersi, piegarsi, sovrapporsi o sospendersi, superando la tradizionale frontalità del quadro e assumendo una presenza quasi scultorea.




È proprio in questa tensione che prende forma un silenzio interiore, attraversato da una sottile energia emotiva.
La sua ricerca rinnova il linguaggio della pittura senza abbandonarne la memoria, conducendola verso una dimensione aperta, fisica e poetica, nella quale ogni opera si presenta come un’ipotesi ancora in divenire.